| "Sono
le tre del mattino nella mia casa bianca sul mare, alle Bocche di Bonifacio
in Corsica. E' una magnifica notte senza luna.
Il faro di Capo Pertusato
illumina, ad intervalli regolari, il soffitto della mia stanza. L'acqua è immobile,
non una bava di vento, solo l'odore del mare.
Non è una notte
normale, questa è la mia grande
notte perché è l'ultima della mia vita. Maura è addormentata
vicino a me: la guardo e provo uno slancio di grande affetto. Sorrido,
perché nel suo volto c'è sempre
l'espressione di bambina che ho tanto amato.
E' il momento del distacco.
Le bacio la fronte e il suo odore mi fa
tornare ad una notte lontana quando le ho illuminato il viso con un
bicchiere pieno di lucciole.
E' il 10 agosto di tantissimi anni fa.
Prendo un bicchiere di vetro, lo riempio di lucciole, lo capovolgo
sul palmo della mano sinistra e, con quella lanterna magica, illumino
il viso di mia moglie, che ha quindici anni.
E solo in quel momento,
per la prima volta e a quella luce speciale, noto una cosa che
di giorno non ero mai riuscito a vedere: tante, tantissime piccole
efelidi sul suo naso.
Sono sempre stato ossessionato dall'idea di capire
se un momento che sto vivendo è un momento felice.
Vi confesso,
a distanza di molti anni, che quello è stato il momento più felice
della mia vita." |
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